I principali tipi di punti di sutura per la cute sono cinque: il punto staccato semplice, il punto di Donati (materassaio verticale), il materassaio orizzontale (punto a U), la sutura continua a sopraggitto e la sutura intradermica. Appartengono a due famiglie: i punti staccati, in cui ogni punto ha il suo nodo, e le suture continue, eseguite con un unico filo annodato solo all’inizio e alla fine.
Ogni tecnica di sutura ha indicazioni, vantaggi e limiti diversi. In questa guida trovi come si esegue ciascun punto, quando si usa e come esercitarti sul pad, con il nome inglese di ogni tecnica per seguire anche video e manuali in inglese. È una panoramica per chi studia: su un paziente la scelta della tecnica spetta sempre al medico.
In questa guida:
- Punti staccati e continui: le due famiglie
- Principi comuni a tutte le tecniche
- Punto staccato semplice
- Punto di Donati (materassaio verticale)
- Materassaio orizzontale (punto a U)
- Sutura continua
- Sutura intradermica
- Prima e dopo la sutura, in clinica
- Come esercitarti sul pad
- Domande frequenti
Tipi di punti di sutura: staccati e continui
Nei punti staccati il filo viene tagliato dopo ogni punto. Richiedono più tempo, ma ogni punto si regola da solo: puoi dosare la tensione punto per punto e, se uno cede, gli altri continuano a tenere. Nella sutura continua lo stesso filo passa in tutti i punti senza interruzioni: è rapida, distribuisce la tensione lungo tutta la ferita ed è più ermetica, ma se il filo si rompe in un punto può aprirsi l’intera linea di sutura.
Esistono poi molte varianti e suture speciali, soprattutto per gli organi interni: per esempio le suture di Lembert e di Connell o la sutura a borsa di tabacco in chirurgia intestinale. Per la cute, le tecniche da cui partire sono quelle della tabella.
| Tipo di punto | Quando si usa | Punti di forza e limiti |
|---|---|---|
| Punto staccato semplice | La maggior parte delle ferite cutanee | Versatile, si regola punto per punto; più lento sulle ferite lunghe |
| Punto di Donati (materassaio verticale) | Margini che tendono a introflettersi, tensione moderata | Buona eversione; se stretto troppo lascia segni sulla cute |
| Materassaio orizzontale (punto a U) | Ferite sotto tensione, pelle sottile o fragile, palmo della mano | Distribuisce la tensione; se stretto troppo può danneggiare il margine |
| Sutura continua | Ferite lunghe e lineari, con poca tensione | Rapida, tensione uniforme; se il filo si rompe si apre tutta la linea |
| Sutura intradermica | Ferite pulite e lineari senza tensione, soprattutto viso e collo | Lascia meno segni; richiede più esperienza |
Principi comuni a tutte le tecniche di sutura
Qualunque punto tu stia facendo, i gesti di base sono gli stessi:
- Presa: porta aghi nella mano dominante, pinza nell’altra, tenuta come una penna. L’ago si afferra con la punta del porta aghi, a circa 90 gradi, tra il terzo posteriore e il terzo medio.
- Angolo: l’ago entra ed esce perpendicolare alla pelle e avanza seguendo la sua curva, con una rotazione del polso.
- Simmetria: entrata e uscita alla stessa distanza dal margine e alla stessa profondità sui due lati.
- Eversione: il punto dev’essere più largo in profondità che in superficie, così i margini si sollevano leggermente e si accostano bene.
- Distanza tra i punti: di solito simile alla distanza tra l’entrata dell’ago e il margine.
- Tensione e nodi: si stringe solo fino ad accostare i margini, e il nodo va di lato, non sopra la ferita. Come si fa lo spieghiamo in nodo chirurgico e 6 errori comuni nella sutura.
Punto staccato semplice
Il punto staccato semplice (in inglese simple interrupted) è la tecnica di base per chiudere la cute e la più usata. È la prima da imparare, perché tutte le altre partono dagli stessi gesti.
Come si esegue
- Con la pinza sollevi delicatamente un margine e fai entrare l’ago perpendicolare alla pelle, a pochi millimetri dal bordo.
- Ruotando il polso, fai avanzare l’ago lungo la sua curva e lo fai uscire dall’altro lato, alla stessa distanza dal margine e alla stessa profondità. All’inizio puoi farlo in due tempi, un margine alla volta.
- Tiri il filo finché dal lato d’ingresso resta una coda corta di qualche centimetro.
- Chiudi con un nodo chirurgico: primo passaggio doppio, poi passaggi singoli in direzione alternata, circa quattro in tutto, stringendo solo fino ad accostare i margini.
- Porti il nodo di lato e tagli le code a circa 1 cm.
Su una ferita il medico inizia spesso dal centro e poi divide a metà i tratti rimasti aperti, così i margini restano allineati. Sul pad puoi fare lo stesso.
Vantaggi e limiti
È semplice, sicuro e si adatta a quasi ogni ferita: puoi cambiare distanza e tensione punto per punto. Il limite è il tempo, perché ogni punto richiede il suo nodo.
Punto di Donati (materassaio verticale)
Il punto di Donati, o materassaio verticale (vertical mattress), prende il nome da Mario Donati (1879-1946), chirurgo modenese che diresse le cliniche chirurgiche di Padova, Torino e Milano. Alcuni testi lo chiamano anche punto di Blair-Donati.
È un punto staccato che combina un passaggio largo e profondo con uno superficiale e vicino al margine. Il risultato è una buona eversione dei margini e una tensione distribuita su più tessuto.
Quando si usa
Secondo il Manuale MSD, per margini difficili da allineare o che tendono a introflettersi, come nella pelle concava della nuca o in quella lassa sul dorso della mano, e per ferite sotto tensione moderata, in alternativa a una chiusura a strati.
Come si esegue
- Passaggio “lontano-lontano”: entri lontano dal margine (in genere a 4-8 mm; il Manuale MSD indica anche oltre 1 cm), scendi più in profondità che in un punto semplice, fin sotto il derma, ed esci dall’altro lato alla stessa distanza e profondità.
- Inverti l’ago nel porta aghi (presa “a rovescio”).
- Passaggio “vicino-vicino”: dal lato in cui sei uscito rientri a 1-2 mm dal margine, molto in superficie, e torni sul lato di partenza alla stessa distanza.
- Annodi sul lato di partenza, stringendo con delicatezza.
Sul pad cerca di tenere i quattro punti di passaggio sulla stessa linea, perpendicolare alla ferita, con i due passaggi profondi alla stessa profondità e i due superficiali alla stessa profondità. L’errore tipico è stringere troppo: il materassaio verticale lascia più facilmente segni trasversali sulla cute.
Materassaio orizzontale (punto a U)
Nel materassaio orizzontale (horizontal mattress), detto anche punto a U, i due passaggi sono paralleli tra loro e alla stessa profondità: il filo disegna una U che abbraccia un tratto più lungo di margine.
Quando si usa
Su ferite sotto tensione, su pelle sottile o fragile e, come indica il Manuale MSD, sulle superfici palmari della mano e delle dita, dove un punto semplice potrebbe tagliare la cute. Può servire anche come punto di ancoraggio all’inizio, al centro o alla fine di una ferita, completando poi la chiusura con punti staccati semplici.
Come si esegue
- Entri a circa 0,5-1 cm dal margine, perpendicolare alla pelle, ed esci dall’altro lato alla stessa distanza.
- Inverti l’ago e, sullo stesso lato in cui sei uscito, ti sposti di circa 5 mm lungo la ferita.
- Rientri e torni sul lato di partenza con un passaggio parallelo al primo.
- Annodi accanto al punto d’ingresso.
Attenzione alla tensione: se stretto troppo, il materassaio orizzontale può strozzare il margine e causarne la necrosi.
Sutura continua (a sopraggitto)
Nella sutura continua (running suture) fai un primo punto come uno staccato semplice e lo annodi, ma senza tagliare il capo lungo. Con lo stesso filo prosegui con passaggi successivi, sempre perpendicolari alla ferita e a distanza regolare, fino all’estremità opposta, dove chiudi annodando il filo all’ultima ansa. Sulla pelle il filo forma una serie di tratti obliqui: per questo si parla di sutura continua a sopraggitto.
Quando si usa
Su ferite lunghe e lineari con poca tensione, quando conta la rapidità; in chirurgia anche dove serve una chiusura ermetica ed emostatica. Una variante, la sutura continua incavigliata (o “fissata”), blocca ogni passaggio sul precedente e aiuta a controllare la tensione.
Vantaggi e limiti
È rapida e distribuisce la tensione in modo uniforme lungo tutta la ferita. Il punto debole: se il filo si rompe o un nodo cede, può aprirsi l’intera linea di sutura (deiscenza). Per questo, sulle ferite sotto tensione, si preferiscono i punti staccati o si aggiunge qualche punto di ancoraggio.
Sutura intradermica
Nella sutura intradermica (subcuticular suture) il filo corre dentro il derma, parallelo alla superficie, senza attraversare la pelle a ogni passaggio. Per questo lascia meno segni ed è la tecnica preferita quando conta il risultato estetico.
Quando si usa
Su ferite pulite e lineari, senza tensione, soprattutto su viso e collo; anche nei pazienti che tendono a formare cheloidi, nei bambini o quando la rimozione dei punti sarebbe difficile, usando un filo riassorbibile. Non è adatta a ferite irregolari o sotto forte tensione.
Come si esegue
Il filo viene ancorato a un’estremità della ferita (la procedura completa è descritta nel Manuale MSD). Poi si eseguono piccoli passaggi orizzontali nel derma, profondi circa 1-2 mm, alternando un lato e l’altro e restando sempre sullo stesso piano, fino all’estremità opposta, dove il filo viene di nuovo fissato. Si usano fili sottili, come 4/0 o 5/0, riassorbibili oppure monofilamento non riassorbibili. Richiede più esperienza delle altre tecniche, perché bisogna riconoscere il derma e mantenere la stessa profondità per tutta la lunghezza.
Per allenarla serve un pad con uno strato che simuli il derma: in uno studio australiano del 2021 che confrontava frutta, pelle di maiale e pad sintetico, la sutura intradermica riusciva in modo affidabile solo su pelle di maiale e pad sintetico.
Prima e dopo la sutura, in clinica
Sul pad ti concentri sul gesto. In reparto la sutura è solo una parte della procedura, che il medico gestisce dall’inizio alla fine:
- Prima: consenso del paziente; valutazione della ferita (profondità, contaminazione, possibili lesioni di tendini o nervi, che richiedono lo specialista); anestesia locale; detersione e irrigazione; guanti, telo sterile, strumenti e fili sterili; buona illuminazione.
- Durante: scelta di tecnica, filo e calibro in base alla sede e alla tensione della ferita.
- Dopo: medicazione, indicazioni al paziente sui segni di infezione (rossore, gonfiore, calore o dolore in aumento, pus, strisce rosse, febbre) e sul momento della rimozione dei punti, che dipende dalla sede.
Da studente partecipi a questi passaggi sotto supervisione, durante il tirocinio e il mese in area chirurgica del TPV.
Come esercitarti sul pad
Un ordine sensato per allenare i diversi tipi di punti di sutura:
- nodi, a mano e con il porta aghi;
- punto staccato semplice, finché i punti non escono regolari e simmetrici;
- sutura continua;
- punto di Donati e materassaio orizzontale;
- sutura intradermica, su un pad a più strati.
Lavora prima su incisioni dritte create con il bisturi, poi su incisioni curve. Alla fine controlla distanze regolari, margini estroflessi e nodi tutti dallo stesso lato. Il nostro Suture Practice Kit contiene un pad per suture in silicone a 3 strati riutilizzabile, strumenti come il porta aghi di Hegar e la pinza di Adson e 20 fili di sutura per esercitazione assortiti; serve solo per l’esercitazione, non è sterile e non si usa su persone o animali. Con il kit ricevi anche un ebook e i video del Dott. Buck Parker, chirurgo generale specializzato in chirurgia del trauma, entrambi in inglese: i nomi inglesi delle tecniche, tra parentesi in questa guida, ti aiutano a seguirli.
Domande frequenti
Quanti tipi di punti di sutura esistono?
Non c’è un numero fisso: i manuali descrivono decine di tecniche e varianti, molte delle quali per gli organi interni. Per la cute le tecniche fondamentali sono cinque: punto staccato semplice, punto di Donati (materassaio verticale), materassaio orizzontale, sutura continua e sutura intradermica.
Qual è la tecnica di sutura più utilizzata?
Il punto staccato semplice: è versatile, si adatta a quasi tutte le ferite cutanee e, se un punto cede, gli altri continuano a tenere.
Che differenza c’è tra punti staccati e sutura continua?
Nei punti staccati ogni punto ha il suo nodo; nella sutura continua un unico filo è annodato solo all’inizio e alla fine. La continua è più rapida, ma se il filo si rompe può aprirsi tutta la linea.
Cos’è il punto di Donati?
È il punto materassaio verticale, che porta il nome del chirurgo modenese Mario Donati. Combina un passaggio profondo e lontano dal margine con uno superficiale e vicino, per ottenere una buona eversione dei margini.
Come si fa una sutura intradermica?
Con piccoli passaggi orizzontali nel derma, alternando i due lati della ferita alla stessa profondità, con il filo ancorato alle due estremità. Si usa su ferite pulite e lineari senza tensione e si allena su un pad a più strati.
Continua a imparare
Per vedere ogni tecnica con illustrazioni dettagliate e verificare cosa hai capito con le domande a risposta multipla alla fine di ogni capitolo, leggi Sutura come un chirurgo, in italiano. Per allenarti c’è il Suture Practice Kit. Prima di iniziare ripassa il nodo chirurgico; per scegliere il filo giusto leggi tipi di sutura e fili.