I fili di sutura si distinguono in riassorbibili e non riassorbibili, monofilamento e multifilamento (intrecciati), naturali e sintetici; ogni filo ha poi un calibro, come 3/0 o 4/0, in cui più zeri significano un filo più sottile. Sulla cute si usa di solito un monofilamento non riassorbibile, come nylon o polipropilene, mentre i fili riassorbibili servono soprattutto per gli strati profondi e per la bocca.
“Tipi di sutura” può voler dire due cose: i fili (i materiali) o i punti (le tecniche). Questa guida parla dei fili; le tecniche, dal punto staccato al punto di Donati (materassaio verticale), sono in tipi di punti di sutura. In fondo trovi anche, in breve, aghi e nodi chirurgici.
In questa guida:
- Come si classificano i fili di sutura
- Fili riassorbibili e non riassorbibili
- Monofilamento o multifilamento
- I materiali più usati
- Calibri: cosa significa 3/0 o 4/0
- Il catgut
- Aghi e nodi chirurgici, in breve
- Come esercitarti con fili diversi
- Domande frequenti
Tipi di sutura: come si classificano i fili
Ogni filo di sutura si descrive con tre caratteristiche:
- Durata nel tessuto: riassorbibile o non riassorbibile.
- Struttura: monofilamento (un solo filamento) o multifilamento, cioè più fibre intrecciate o ritorte, rivestite o no.
- Origine: naturale (animale o vegetale) o sintetica.
A queste si aggiunge il calibro, cioè il diametro. Le qualità che si cercano sono sempre le stesse: resistenza alla trazione, scorrimento facile nei tessuti, maneggevolezza, nodi sicuri e una reazione dei tessuti il più bassa possibile. Nessun filo le ha tutte, per questo se ne usano tanti.
Fili di sutura riassorbibili e non riassorbibili
Un filo riassorbibile perde gran parte della sua resistenza entro circa 60 giorni e poi viene degradato dall’organismo (i sintetici per idrolisi); il riassorbimento completo richiede da qualche settimana a diversi mesi, a seconda del materiale. Un filo non riassorbibile mantiene la sua resistenza nel tessuto: sulla cute viene rimosso dopo alcuni giorni, mentre in profondità può restare in sede.
Sulla cute si usa di solito un monofilamento non riassorbibile. I fili riassorbibili si preferiscono per le suture profonde, all’interno della bocca e quando la rimozione sarebbe difficile, per esempio nei bambini o nei pazienti che difficilmente torneranno per il controllo.
Monofilamento o multifilamento?
Nessuno dei due è migliore in assoluto: dipende da dove va il filo.
| Caratteristica | Monofilamento | Multifilamento (intrecciato) |
|---|---|---|
| Scorrimento nei tessuti | Liscio, poco attrito | Più attrito |
| Nodi | Meno sicuri: servono più passaggi | Più sicuri, filo più maneggevole |
| Batteri e infezioni | Bassa capillarità, trattiene meno batteri | I batteri possono annidarsi tra le fibre (meno se rivestito) |
| Punti deboli | Si indebolisce se piegato o schiacciato dagli strumenti | Da evitare nelle ferite infette o contaminate |
Molti monofilamenti sintetici hanno anche “memoria”: tendono a riprendere la forma della confezione, e per questo i nodi tengono meno.
I fili di sutura più usati
In reparto i fili si chiamano spesso con il nome commerciale (Vicryl, Prolene, Monocryl, PDS). Ecco i materiali più comuni, con alcuni esempi d’uso.
| Materiale | Tipo | Esempi d’uso |
|---|---|---|
| Nylon (poliammide) | Non riassorbibile, monofilamento | Cute: punti staccati e materassai |
| Polipropilene (es. Prolene) | Non riassorbibile, monofilamento | Cute, suture vascolari, fissaggio delle reti nelle ernie |
| Seta | Non riassorbibile, intrecciata | Uso limitato (bocca, labbra, palpebre) perché irrita i tessuti |
| Poliestere | Non riassorbibile, intrecciato | Bassa reattività; sulla cute si preferisce il monofilamento |
| Poliglactina 910 (es. Vicryl) | Riassorbibile, intrecciato | Strati profondi, chirurgia addominale |
| Poliglecaprone 25 (es. Monocryl) | Riassorbibile, monofilamento | Sutura intradermica |
| Polidiossanone (es. PDS) | Riassorbibile lento, monofilamento | Fascia e strati profondi |
La scelta finale dipende sempre dalla sede, dalla tensione della ferita e dall’esperienza del chirurgo: la tabella serve a orientarti, non a scegliere al posto suo.
Calibri: cosa significa 3/0 o 4/0
Il calibro indica il diametro del filo. Nel sistema USP, quello più citato nei manuali, i fili sottili si indicano con un numero seguito da “/0” (si legge “tre zero”, “quattro zero”): più zeri, filo più sottile, quindi un 6/0 è più sottile di un 3/0. Il sistema metrico della Farmacopea europea, che trovi spesso sulle confezioni, indica invece il diametro in decimi di millimetro: per un filo sintetico, un 4/0 corrisponde al metrico 1,5 e un 3/0 al metrico 2.
Come riferimento per la cute, il Manuale MSD indica questi calibri:
| Sede | Calibro indicativo |
|---|---|
| Viso | 5/0 o 6/0 |
| Mani | 5/0 |
| Cuoio capelluto, vicino alle grandi articolazioni | 3/0 o 4/0 |
| Maggior parte delle altre sedi | 4/0 o 5/0 |
Il catgut
Il catgut è un filo riassorbibile di origine animale, ricavato dalla sottomucosa dell’intestino di ovini o bovini, e a lungo è stato tra i fili più usati, anche nella versione “cromica”, trattata con sali di cromo per durare di più. Dagli anni Settanta i fili sintetici riassorbibili, più uniformi e meno irritanti, lo hanno sostituito in gran parte. Dopo l’emergenza della BSE (“mucca pazza”), per il timore di trasmissione della malattia, diversi Paesi europei ne hanno vietato o sconsigliato l’uso nelle suture, e oggi in Europa si usano quasi sempre fili riassorbibili sintetici. In alcuni Paesi in via di sviluppo resta in uso perché costa meno ed è più facile da reperire.
Aghi e nodi chirurgici, in breve
Gli aghi da sutura
Oggi il filo è quasi sempre già fissato all’ago (ago atraumatico): non c’è una cruna da infilare e l’ago resta affilato. Ogni ago ha un’estremità a cui è fissato il filo, un corpo e una punta.
- Curvatura: si indica in frazioni di cerchio; le più comuni sono 3/8 e 1/2.
- Punta tagliente, in particolare a taglio inverso: per la cute e i tessuti più resistenti.
- Punta cilindrica (non tagliente): per tessuti morbidi come visceri e muscolo.
I nodi chirurgici
Anche il filo più adatto non serve se il nodo scivola. Il nodo piano è fatto da due passaggi in direzione opposta che restano piatti; il nodo chirurgico inizia con un passaggio doppio, che non si allenta mentre fai il secondo. Due passaggi nello stesso verso, invece, sono un errore: il nodo tende a scivolare. I monofilamenti sintetici, lisci e con memoria, richiedono più passaggi, anche cinque. Come si fa il nodo chirurgico, a mano e con il porta aghi, lo spieghiamo in nodo chirurgico e 6 errori comuni nella sutura.
Come esercitarti con fili diversi
Le differenze tra i fili si capiscono davvero solo tra le dita: un monofilamento rigido “ricorda” la piega della confezione, un intrecciato scorre con più attrito ma annoda meglio. Sul pad prova lo stesso punto con fili diversi e confronta come scorrono, quanto tengono i nodi e quanti passaggi servono. Il nostro Suture Practice Kit contiene 20 fili di sutura per esercitazione assortiti, insieme a un pad per suture in silicone a 3 strati riutilizzabile e agli strumenti. È solo per l’esercitazione, da parte di adulti (18+): non è sterile e non va usato su persone o animali.
Domande frequenti
Quanti tipi di sutura esistono?
Se parli di fili, si classificano in base a tre caratteristiche: riassorbibili o non riassorbibili, monofilamento o multifilamento, naturali o sintetici, più il calibro. Se parli di tecniche, per la cute quelle fondamentali sono cinque, spiegate in tipi di punti di sutura.
Che differenza c’è tra fili riassorbibili e non riassorbibili?
I riassorbibili perdono resistenza nel giro di settimane e vengono degradati dall’organismo, quindi non serve rimuoverli; si usano soprattutto in profondità e in bocca. I non riassorbibili mantengono la resistenza e, sulla cute, vengono rimossi dal medico dopo alcuni giorni.
Meglio monofilamento o multifilamento?
Dipende dall’uso. Il monofilamento scorre meglio e trattiene meno batteri, ma i nodi tengono meno; il multifilamento è più maneggevole e annoda meglio, ma va evitato nelle ferite contaminate.
Cosa significa 3/0 o 4/0?
È il calibro del filo nel sistema USP: più zeri, filo più sottile. Un 4/0 è quindi più sottile di un 3/0; per un filo sintetico corrispondono al metrico 1,5 e 2, cioè a circa 0,15 e 0,2 mm di diametro.
Cos’è il catgut?
Un filo riassorbibile naturale, ricavato dall’intestino di ovini o bovini. È stato a lungo molto usato, ma oggi è stato in gran parte sostituito dai fili sintetici; dopo l’emergenza BSE diversi Paesi europei ne hanno vietato o sconsigliato l’uso nelle suture.
Continua a imparare
In Sutura come un chirurgo, in italiano, trovi fili, nodi e tecniche con illustrazioni dettagliate e domande a risposta multipla alla fine di ogni capitolo. Per provare fili diversi sul pad c’è il Suture Practice Kit, con ebook e video in inglese. Poi passa ai tipi di punti di sutura e al nodo chirurgico.