Per imparare a fare i punti di sutura parti da poche regole: tieni bene porta aghi e pinza, entra con l’ago a 90 gradi rispetto alla pelle, prendi la stessa quantità di tessuto sui due lati e chiudi ogni punto con un nodo chirurgico, stretto solo quanto basta ad accostare i margini. Allenale su un pad o su un altro modello: sui pazienti si sutura in reparto, sotto la supervisione di un medico.
Come ogni gesto manuale, anche il punto di sutura migliora solo con la ripetizione. Qui trovi cosa sono i punti, cosa ti serve per allenarti e 9 consigli per farli bene, dalla presa degli strumenti alla scelta del filo.
In questa guida:
- Punti di sutura: cosa sono e a cosa servono
- Cosa ti serve per esercitarti
- 9 consigli per imparare a fare i punti di sutura
- Domande frequenti
Punti di sutura: cosa sono e a cosa servono
La parola sutura indica sia il filo sia l’intera chiusura di una ferita; il punto è ogni singolo passaggio del filo attraverso il tessuto. Accostando i margini, la sutura permette alla ferita di guarire per prima intenzione: i margini si saldano in fretta e la cicatrice resta sottile. Una ferita profonda lasciata aperta guarisce invece per seconda intenzione, più lentamente e di solito con una cicatrice più evidente.
Decidere se e come chiudere una ferita è un atto medico: il medico valuta profondità, contaminazione, eventuali lesioni di tendini e nervi, e sutura con strumenti e fili sterili. Una ferita vera va sempre fatta vedere a un medico.
Cosa ti serve per esercitarti
Per allenarti ti servono gli strumenti veri e un supporto che simuli la pelle. Il nostro Suture Practice Kit contiene un pad per suture in silicone a 3 strati riutilizzabile, un porta aghi di Hegar, una pinza di Adson, una pinza mosquito, forbici da iride, un manico per bisturi con 3 lame e 20 fili di sutura per esercitazione assortiti, in una custodia con cerniera. Non è un kit di pronto soccorso: serve solo per l’esercitazione, da parte di adulti (18+), non è sterile e non si usa su persone o animali. Su quali altri materiali allenarti (banana, coscia di pollo) lo trovi in imparare a suturare a casa.
9 consigli per imparare a fare i punti di sutura
1. Esercitati spesso, su un modello
La prima volta che suturerai un paziente, in tirocinio o durante il TPV, le mani potrebbero essere meno ferme del solito. Se i gesti di base li hai già ripetuti molte volte sul pad, potrai concentrarti sul paziente e su quello che ti dice il medico che ti segue. Meglio sessioni brevi e frequenti che una sola lunga.
2. Impara a tenere bene il porta aghi
La presa più insegnata ai principianti mette pollice e anulare negli anelli, il medio appoggiato sull’anello e l’indice disteso lungo il fusto, verso lo snodo, per stabilizzare la punta. Alcuni chirurghi usano anche la presa a palmo, con le dita fuori dagli anelli. Per bloccare l’ago basta chiudere la cremagliera di uno scatto. L’ago si afferra con la punta del porta aghi, a circa 90 gradi, tra il terzo posteriore (quello del filo) e il terzo medio. La pinza si tiene nell’altra mano, come una penna.
3. Usa gli strumenti, non le dita
L’ago si maneggia solo con il porta aghi e i margini si sollevano con la pinza, mai con le dita: è più preciso e, in clinica, è una regola di sicurezza. Usa la pinza con delicatezza, perché stringere troppo schiaccia i margini; in clinica sui margini si usa una pinza dentata, mai una pinza emostatica. Anche quando ti eserciti indossa i guanti: maneggiare gli strumenti con i guanti richiede un po’ di abitudine.
4. Entra a 90 gradi e prendi la stessa quantità di tessuto
L’ago entra perpendicolare alla pelle e avanza seguendo la sua curva, con una rotazione delicata del polso. Entrata e uscita, come descrive anche il Manuale MSD per i punti staccati semplici, devono trovarsi alla stessa distanza dal margine e alla stessa profondità sui due lati. Il punto dev’essere più largo in profondità che in superficie: così i margini si sollevano leggermente (eversione) e si accostano bene. Se invece si piegano verso l’interno (margini introflessi), l’accostamento è peggiore e la cicatrice tende a vedersi di più. Tra un punto e l’altro lascia di solito la stessa distanza che c’è tra l’entrata dell’ago e il margine.
5. Né troppo larghi né troppo stretti
Un punto lento lascia spazi tra i margini. Un punto troppo stretto è peggio: nelle ore successive il tessuto si gonfia, il filo stringe ancora di più e la pelle riceve meno sangue (ischemia), con il rischio che il filo la tagli e lasci segni. Stringi solo finché i margini si toccano. Sul pad puoi controllarti così:
| Tensione | Come appare | Cosa comporta |
|---|---|---|
| Troppo lento | Margini che non si toccano, filo allentato | La ferita resta aperta tra i punti |
| Giusto | Margini appena accostati e leggermente estroflessi | Buon accostamento, cicatrice più sottile |
| Troppo stretto | Pelle arricciata, margini schiacciati o introflessi | Ischemia quando il tessuto si gonfia, segni del filo |
Gli errori più tipici sono raccolti in nodo chirurgico e 6 errori comuni nella sutura.
6. Chiudi ogni punto con un nodo chirurgico
Un solo passaggio non tiene. Il nodo chirurgico inizia con un passaggio doppio (il filo avvolto due volte attorno al porta aghi) e prosegue con passaggi singoli, alternando ogni volta la direzione: di solito se ne fanno circa quattro, qualcuno in più con i monofilamenti più rigidi. Tieni il nodo di lato, non sopra la ferita, e taglia le code a circa 1 cm.
7. Impara i diversi tipi di punti
Il punto staccato semplice è la base: ogni punto ha il suo nodo e, se uno cede, gli altri tengono. La sutura continua è più rapida su ferite lunghe e diritte con poca tensione. Il punto di Donati (materassaio verticale) aiuta a estroflettere i margini, il materassaio orizzontale distribuisce la tensione, la sutura intradermica lascia meno segni sulla pelle. Come si eseguono lo spieghiamo in tipi di punti di sutura.
8. Scegli filo e calibro con criterio
Si usa il filo più sottile che tiene la ferita: un filo più spesso lascia nel tessuto più materiale estraneo. Il calibro si indica con numeri come 3/0, 4/0 o 5/0: più zeri, filo più sottile. Come riferimento, il Manuale MSD indica 5/0 o 6/0 sul viso e 4/0 o 5/0 nella maggior parte delle altre sedi; per la cute si usa di solito un monofilamento non riassorbibile, come il nylon. Materiali e calibri sono spiegati in tipi di sutura e fili.
9. Sappi quali fili si rimuovono e quali si riassorbono
Fa parte della teoria anche sapere che i punti non riassorbibili si rimuovono dopo alcuni giorni, con tempi che variano molto in base alla sede: la decisione spetta sempre al medico che ha suturato. Rimuoverli troppo presto espone a deiscenza, cioè alla riapertura della ferita.
>I fili riassorbibili, invece, vengono degradati dall’organismo e non serve rimuoverli. Si usano soprattutto negli strati profondi, in bocca, nei bambini e quando il paziente difficilmente tornerà per il controllo.
Domande frequenti
Qual è la tecnica di sutura più utilizzata?
Per la cute è il punto staccato semplice: è la tecnica di base, la più versatile e la prima che si impara. Le altre tecniche si aggiungono in base al tipo di ferita.
Come si tiene il porta aghi?
Pollice e anulare negli anelli, medio appoggiato sull’anello e indice lungo il fusto per stabilizzare la punta. L’ago si afferra con la punta dello strumento, tra il terzo medio e il terzo posteriore.
Quanto stringere i punti?
Solo finché i margini si toccano, senza strozzare il tessuto. Nelle ore successive la zona si gonfia: un punto già stretto diventa troppo stretto e ostacola l’afflusso di sangue.
Quando si usano i punti riassorbibili?
Soprattutto per gli strati profondi, per le ferite in bocca, nei bambini e quando la rimozione sarebbe difficile, perché l’organismo li riassorbe. Per la cute si preferisce di solito un monofilamento non riassorbibile.
Continua a imparare
In Sutura come un chirurgo, in italiano, trovi le tecniche con illustrazioni dettagliate e domande a risposta multipla alla fine di ogni capitolo. Per allenarti c’è il Suture Practice Kit, con un ebook e i video del Dott. Buck Parker, chirurgo generale specializzato in chirurgia del trauma (in inglese). Poi passa ai tipi di punti di sutura e al nodo chirurgico.